UN NUOVO INIZIO?

L’accordo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego, siglato ieri tra il Governo e CGIL CISL e UIL, rappresenta certamente un punto di svolta fondamentale per il futuro dei lavoratori pubblici, ponendo fine a quasi 8 anni di ingiustificato immobilismo nel quale erano stati ghettizzati. Infatti, oltre all’adeguamento delle retribuzioni, l’intesa intende rilanciare un nuovo scenario istituzionale caratterizzato da corrette relazioni sindacali, con i rappresentanti dei lavoratori che si riappropriano del loro ruolo naturale per garantire una più efficace tutela attraverso la concertazione, ma soprattutto, finalmente, un pieno riconoscimento del dipendente pubblico quale protagonista del cambiamento della macchina burocratica: recita infatti lo stesso accordo, che alleghiamo al presente comunicato, che “L’innovazione del settore pubblico ha bisogno, infatti, di una partecipazione attiva, responsabile e motivata delle professionalità dei lavoratori pubblici. Un coinvolgimento da ottenere con una gestione del personale che ne valorizzi e ne orienti le competenze nel rispetto dei ruoli e della trasparenza, in un contesto di innovazione della Pubblica Amministrazione”.

Anche per questo siamo convinti, oggi più di ieri, che le progressioni economiche appena trascorse hanno rappresentato un fallimento per la professionalità dei dipendenti, e ci dispiace prendere atto che qualcuno ha sostenuto, dinanzi all’autorità politica, che tutto il personale è stato adeguatamente formato solo perché ha risposto ad una batteria di quiz dal contenuto generico, slegato da qualsiasi competenza posseduta o da acquisire ed in barba a qualsivoglia verifica sull’avvenuta assiduità partecipativa ai moduli proposti.

Noi siamo sempre pronti al confronto per una riforma che rilanci la pubblica amministrazione e la professionalità del dipendente. Ma per fare questo dobbiamo tenere conto del risultato complessivo dell'ufficio, delle competenze individuali, ed ovviamente della formazione professionale così come prevista dalla Costituzione e dal CCNL. Siamo convinti che questo sia il futuro, non certo dei quiz selettivi spacciati per formazione.

Infine segnaliamo, ad ogni buon fine, che le prove supplementari si sono concluse, salvo ulteriori sessioni riservate alle astensioni obbligatorie (circa 40) che saranno recuperate entro giugno; pertanto saranno comunque assegnate le nuove posizioni economiche fatta salva una riserva di posti legata a questi ultimi casi, che saranno ovviamente rivalutati non appena conclusa la procedura

Roma, 01/12/2016

Il Coordinamento