BUONO PASTO? NO! BUONO A NIENTE

Il buono pasto fermo a 7 euro da 15 anni evidenzia la scarsa attenzione verso i lavoratori del pubblico impiego, in un contesto di aumento del costo della vita.

Questa cifra oramai non riesce a coprire più il costo reale per un pasto dignitoso.

Nel C.C.N.L. precedente, con il Patto per il pubblico impiego si era cercato di superare alcune difficoltà e limiti normativi, ma questa volta non si è ripetuto lo stesso approccio.

La domanda che sorge: perché? ma lasciamo ai lavoratori la riflessione e la risposta.

Chi propone e firma gli accordi spesso non è consapevole delle reali difficoltà quotidiane dei lavoratori. Sembra che chi decide spesso abbia altre priorità, magari perché è solito pranzare in mense agevolate senza dover affrontare i problemi reali dei lavoratori.

Le prossime elezioni RSU sono un'opportunità per cambiare la situazione e le cose. Solo se ci sarà una rappresentanza sindacale forte e determinata, sarà possibile tornare a negoziare seriamente sul valore del buono pasto e sulle condizioni di lavoro.

Roma, 3 aprile 2025

                                               Il Coordinamento

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