FRD 2018: Il tempo è galantuomo...

Nella giornata dell’8 ottobre u.s. si è tenuto, con l’Amministrazione, un incontro informativo in merito all’apporto partecipativo del personale del MEF, apporto che impatta sull’erogazione delle risorse del Fondo risorse decentrato ed altre tipologie accessorie.

Come avevamo già informato in passato, il nostro rifiuto a siglare l’accordo del FRD per il 2018 (ex Fua), era rivolto contro l’operato dell’Amministrazione che sapevamo avrebbero tentato di colpire le categorie più deboli dei dipendenti. E avevamo anche previsto che si sarebbero sollevate artefatte proteste, incredibilmente, da quelle OO.SS. firmatarie dell’accordo a scatola chiusa che ha permesso questo scempio.

Inoltre questi ”paladini” dei diritti dei lavoratori, si ergono a richiedere modifiche e paventano di vigilare su eventuali abusi… ricordiamo che sono stati gli artefici per fare scappare i buoi… ed adesso vorrebbero vigilare sulla stalla vuota.

Ci chiediamo, a questo punto, quali interessi nascondono? Certo non quelli a favore del personale!

La Uil a queste sceneggiate non ha voluto prender parte e ieri in apertura del suddetto incontro solo informativo dove è stata fornita una misera tabella, ha subito rappresentato la richiesta di apertura di un necessario tavolo di confronto su tale tematica e ha quindi abbandonato la riunione.

Se non ci sono i presupposti per una fattiva collaborazione e proficuo confronto, di cosa si dovrebbe discutere?

A qualcuno del MEF piace riempirsi la bocca ai convegni di piano solidale ma nei fatti… si attuano sempre più misure bislacche che prevedono formazione per pochi eletti, lavoro agile ma non per tutti e di calcolare trattenute sul fondo che rischiano di colpire decisamente le fasce dei lavoratori più deboli…

Sottolineiamo che la futura circolare, da redigere e che disciplinerà l’apporto partecipativo del personale del MEF e le relative assenze, sarà calata retroattivamente a partire dal 2018! E la ciliegina sulla torta è data che nella tabella, oggetto dell’incontro, prevedrà una sorta di guarentigia (il cd limite massimo) di 36 giorni lavorativi!

Spicca che, tra le assenze che faranno il cumulo, ci siano i permessi per:

la terapia salvavita; la 104 per assistenza parenti portatori di handicap grave; infortunio; il lutto; causa di servizio; funzioni di Giudice popolare; svolgimento di funzioni elettorali donazioni sangue…etc.

Insomma l’Amministrazione professa da un lato di fare cose mirabolanti per il proprio personale e poi invece nei fatti grava l’equilibrio della vita familiare e lavorativa.

Qualcuno aveva scritto, in un recente passato, come l’Amministrazione avesse apprezzato il proprio intervento propositivo (ma rivolto a chi?) … Noi ora non possiamo non rimarcare che l’Amministrazione si era solo gongolata per la firma frettolosa apposta a un accordo proposto a scatola chiusa. Forse perché già era consapevole che ciò le avrebbe permesso di erogare regalie a pochi e oltretutto a discapito delle fasce dei lavoratori appartenenti alle fasce più deboli.

Purtroppo al peggio non c’è mai fine e probabilmente deve ancora arrivare, in quanto questi ingannevoli difensori dei lavoratori hanno anche preventivamente assicurato all’amministrazione l’adozione di un sistema di valutazione che già era in fase di elaborazione (al momento della loro sigla dell’accordo) e di cui le parti sociali non avevano avuto alcuna comunicazione dei criteri che saranno calati.

Non siamo pessimisti… ma viste le considerazioni esposte e con tali paladini di cartapesta siamo certi di affermare che se al peggio non c'è mai fine, al meglio non ci potrà essere neanche l’inizio!

Roma, 10 ottobre 2019

                                                   Il Coordinamento

 

In allegato: lettera richiesta incontro e Tabella.