Ci sono lavoratori che, con grande senso di responsabilità, hanno rinviato le proprie ferie per garantire con urgenza l’inserimento delle partite stipendiali dei colleghi assunti già dal mese di maggio e che, ancora oggi, non hanno percepito lo stipendio. Non solo. Molti sono stati costretti a riprogrammare anche le giornate di lavoro agile, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione dei servizi e sulle attività delle diverse RTS, pur di tentare di fronteggiare un’emergenza che non avrebbero dovuto subire.
Hanno fatto la loro parte, ma si sono scontrati con una realtà ormai inaccettabile: NOIPA continua a non funzionare. E non è un caso isolato. Anche altri sistemi informatici strategici, come il protocollo informatico e il sistema di monitoraggio della PCC, continuano a registrare criticità che rallentano il lavoro, aumentano i carichi operativi e compromettono l’efficienza dell’Amministrazione.
È una situazione che non può più essere giustificata. Progetti costati milioni di euro, finanziati con risorse pubbliche e quindi con i soldi dei cittadini, avrebbero dovuto garantire efficienza, innovazione e rapidità. Invece producono blocchi, disservizi e ritardi, senza strumenti realmente efficaci per risolvere le criticità e garantire servizi adeguati.
La domanda è semplice: chi risponde di questo fallimento? Perché, quando gli obiettivi non vengono raggiunti, si punta troppo spesso il dito contro i dipendenti, penalizzandoli nelle valutazioni, nei pagamenti accessori e nelle progressioni economiche. Quando invece i problemi derivano da sistemi informatici inefficienti e da scelte organizzative sbagliate, nessuno sembra dover rendere conto.
La UIL dice basta. Non è più accettabile che siano sempre i lavoratori a pagare il prezzo di errori che non hanno commesso.
I lavoratori hanno già dimostrato responsabilità, disponibilità e spirito di servizio.
Chi governa questi processi ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità, individuare immediatamente le soluzioni e garantire un servizio all’altezza delle risorse investite. Continuare a chiedere sacrifici ai lavoratori, mentre il sistema continua a fallire, non è più tollerabile.
Roma, 5 agosto 2026
Il Coordinamento
