Ogni giorno, spesso nel silenzio e lontano dai riflettori, i lavoratori del MEF garantiscono qualcosa che molti danno per scontato: il funzionamento dello Stato.
Con competenza, professionalità e senso del dovere custodiamo i conti pubblici, assicuriamo la corretta gestione delle risorse della collettività e garantiamo servizi essenziali ai cittadini.
Essere lavoratori del MEF non significa semplicemente svolgere un impiego pubblico. Significa essere presidio di legalità, imparzialità e trasparenza. Significa mettere il bene comune davanti all’interesse personale e garantire che ogni cittadino possa ricevere servizi efficienti e uguali per tutti.
Lo facciamo con dedizione e con un profondo senso dello Stato, spesso senza il riconoscimento che meriteremmo.
E quando i sistemi informatici si bloccano o non funzionano, pur non avendone alcuna responsabilità, siamo noi i primi a sentirci in difficoltà. Ci sentiamo quasi in colpa perché non riusciamo a garantire il servizio che i cittadini attendono e, invece di cercare alibi, cerchiamo soluzioni. Lo facciamo perché abbiamo il senso dello Stato, il senso del servizio pubblico e il senso della cittadinanza. Siamo al servizio delle persone, prima ancora che delle procedure.
Dietro ogni pagamento, ogni controllo, ogni atto amministrativo ci sono donne e uomini che mettono competenza, responsabilità e impegno al servizio delle istituzioni e del Paese.
Continuiamo perché crediamo nelle istituzioni, nel valore del servizio pubblico e nell’importanza del nostro lavoro.
Ma il senso dello Stato non può essere confuso con la rassegnazione.
Chi svolge una funzione così importante merita rispetto, ascolto e condizioni di lavoro dignitose. Nessun lavoratore deve sentirsi solo o pensare che la propria voce non conti.
La storia del sindacato insegna che ogni conquista nasce dall’unità, dalla partecipazione e dal coraggio di difendere insieme i propri diritti.
La UIL sarà sempre al fianco dei lavoratori del MEF, senza arretrare di un passo nella tutela della dignità, della professionalità e del valore del lavoro pubblico.
Camminiamo a testa alta, con l’orgoglio di appartenere al Ministero dell’Economia e delle Finanze, con l’orgoglio di essere lavoratori del MEF e con l’orgoglio di servire lo Stato e i cittadini.
Perché il nostro lavoro non è soltanto una professione.
È una responsabilità. È una missione al servizio del Paese.
Roma, 16 luglio 2026
Il Coordinamento
