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Il cambio di marcia? Sì, ma in retromarcia.

All’ultima riunione ci eravamo lasciati con l’impegno di imprimere un cambio di passo su questioni fondamentali per il personale.

Si era parlato del completamento delle attuali progressioni all’interno delle aree, della programmazione delle nuove procedure, dell’avvio delle progressioni tra le aree, della stabilizzazione del personale comandato, della definizione dei trasferimenti legati alla legge 104 e del pagamento, entro luglio, del CUT relativo agli anni 2023 e 2024.

Molti lavoratori contavano sul pagamento del CUT per far fronte ai vari impegni economici e alle tante scadenze personali. Anche questa volta, però, dovranno attendere.

A oggi, però, quelle promesse sembrano essere rimaste soltanto parole. E alla luce dei fatti possiamo ribadire senz'altro che, più che un passo avanti, sono stati compiuti almeno due passi indietro.

Sul pagamento del CUT ci viene detto che non ci sarebbero le necessarie risorse sul capitolo di bilancio. Una giustificazione difficile da comprendere, soprattutto dopo tre anni di attesa. Ma poi in questo periodo con l’assestamento di bilancio non si dovrebbero poter rimpinguare le risorse dei capitoli deficitari? Più che cercare soluzioni concrete, ci si limita a rappresentare il problema come se fosse una situazione normale. I lavoratori, invece, si aspettano risposte e atti concreti, non semplici dichiarazioni d'intenti.

E’ slittato anche il promesso pagamento del 20% del FRD…

Nel frattempo, con mesi di ritardo e a seguito di una decisione unilaterale dell’Amministrazione, è comparso il bando per il coworking con possibilità di fare domanda direttamente sulla piattaforma. Un bando atteso da tempo e che presenta però anche evidenti criticità clamorose. Forse qualcuno arriverà perfino ad accusare il sindacato di aver sollecitato troppo e quindi di aver messo fretta (eppure sono passati solo 8 mesi).

Possiamo quindi ribadire che altro che cambio di marcia: hanno inserito la retromarcia.

Nel frattempo, i diritti dei lavoratori continuano a essere rinviati, ancora una volta relegati in fondo all'agenda delle priorità… a conferma di un preoccupante scollamento tra gli annunci e la realtà dei fatti!

Abbiamo anche chiesto un ampliamento delle giornate di lavoro agile per consentire ai lavoratori di affrontare le eccezionali ondate di calore, con particolare riferimento a tutte le città per le quali la Protezione Civile e/o le autorità prefettizie hanno diramato l'allerta da "bollino rosso".

La richiesta nasce dalla consapevolezza che, sebbene alcuni uffici risultino climatizzati, in molte realtà però si registrano condizioni ambientali difficilmente sostenibili. Corridoi, servizi igienici e aree comuni di passaggio continuano a essere caratterizzate da temperature difficilmente sostenibili, con conseguenti ripercussioni sul benessere e sulla salute del personale.

È difficile non provare un forte senso di amarezza di fronte a questa continua e solita inerzia.

Eppure, continuiamo a sentirci ripetere che “si sta facendo molto, anche rispetto a chi ha preceduto questa Amministrazione”.

La domanda allora nasce spontanea:

Dove? Quando? E perché i lavoratori continuano a vedere soltanto ritardi, rinvii, questioni irrisolte e promesse disattese?

I lavoratori hanno bisogno di decisioni, tempi certi e del rispetto degli impegni assunti… Le belle parole lasciano il tempo che trovano.

Roma, 6 luglio 2026

                                                          Il Coordinamento

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