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LAVORO AGILE: LA COERENZA NON SI FIRMA A FASI ALTERNE

Fa sorridere, ma soprattutto fa riflettere, leggere oggi i comunicati di alcune organizzazioni sindacali che, al momento della sottoscrizione della policy sul lavoro agile, la presentavano come un grande successo, frutto di un confronto “positivo” con l’Amministrazione.

All’epoca si parlava di una policy moderna, equilibrata e vantaggiosa per i lavoratori.

Oggi, invece, gli stessi denunciano dirigenti che utilizzano quella medesima policy per esercitare controlli esasperati, imporre interpretazioni restrittive, limitare l’autonomia del personale e trasformare il lavoro agile in uno strumento di pressione, anziché di conciliazione tra vita e lavoro.

La domanda è semplice: di chi è la responsabilità?

Noi della UIL avevamo denunciato tutto questo già a settembre, molti mesi prima della firma. Avevamo evidenziato come un testo privo di adeguate garanzie avrebbe lasciato troppo spazio a interpretazioni discrezionali e ad applicazioni disomogenee. Per questo abbiamo scelto, con coerenza, di non sottoscriverlo.

Altri, invece, quella policy l’hanno firmata, difesa e presentata come un risultato positivo, contribuendo a renderla operativa.

Oggi è troppo facile prendere le distanze dagli effetti di una scelta che si è sostenuta e rivendicata.

Le firme hanno un peso. Le scelte hanno conseguenze. E la credibilità di un’organizzazione sindacale si misura soprattutto nella coerenza.

Ai lavoratori diciamo una cosa molto semplice: l’iscrizione a un sindacato e il voto alle RSU non sono gesti di cortesia né abitudini da rinnovare automaticamente. Sono una scelta di rappresentanza. Se chi hai scelto firma accordi che finiscono per penalizzarti e, quando emergono le conseguenze, cerca di attribuirne la responsabilità esclusivamente ad altri, è legittimo chiedersi se stia davvero rappresentando i tuoi interessi.

Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: dire le cose prima, anche quando è scomodo, e assumerci la responsabilità delle nostre scelte. Perché la fiducia dei lavoratori si conquista con i fatti, con la coerenza e con il coraggio di difendere le proprie posizioni. Non con i comunicati scritti quando i problemi sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Roma, 26 giugno 2026                               

                                                                  Il Coordinamento

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