banner mef

  

LAVORO A DISTANZA

Quando si parla di lavoro a distanza al MEF, più che “a distanza” sembriamo sempre più distanti dal vero concetto di flessibilità lavorativa e di moderna organizzazione del lavoro.

E lo diciamo anche a chi ha firmato un accordo definendolo soddisfacente, accettando senza particolari obiezioni una policy proposta dall’Amministrazione che continua a presentare evidenti criticità.

SMART WORKING

* Nonostante siano previste nuove tipologie con un maggior numero di giornate, nella sostanza vengono riproposte le stesse rigidità delle precedenti policy;

* Si verbalizza la volontà di non sottoscrivere accordi territoriali migliorativi con le OO.SS., poiché comunque prevalrebbe la policy nazionale;

* Rimane l’impossibilità di usufruire dello smart working nelle giornate di lunedì e venerdì;

* Le eventuali giornate di coworking finiscono per ridurre quelle di smart working e viceversa;

* È vietata la programmazione dello smart working nelle giornate di blocco NOIPA, come se le attività offline o altri servizi non possano essere svolti regolarmente da remoto;

* Chi ha giornate fisse perde di fatto il beneficio quando queste coincidono con festività, senza possibilità di recupero;

* Alcuni lavoratori sono costretti a modificare il proprio profilo orario passando al 7:12 per evitare il vincolo del “50% dei rientri in presenza”;

* Viene introdotto un giorno obbligatorio settimanale di presenza per tutti, salvo poi svolgere riunioni tramite PC anche dalla stessa sede, spesso senza spazi adeguati;

* A chi usufruisce di malattia, ferie o 104 nel giorno previsto di recupero dello smart working con rientro viene chiesto di recuperarlo in altra giornata, spostando di fatto il rientro in presenza;

* Alcuni dirigenti stanno già anticipando che eventuali giornate aggiuntive non verranno comunque concesse per esigenze organizzative.

Indicazioni che, così come stanno circolando tra i dirigenti, appaiono lontanissime da un vero modello strutturale di lavoro agile e da una reale conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

COWORKING

Imbarazzante anche l’attesa del nuovo bando con le nuove disponibilità.

Il monitoraggio che avrebbe dovuto essere effettuato già da tempo a che punto è?

Considerati i tempi necessari per bando, graduatorie e assegnazioni, il rischio concreto è che tutto resti fermo ancora a lungo.

Ribadiamo all’Amministrazione che i lavoratori meritano rispetto.

E lo diciamo a gran voce anche a chi, su una parola così importante, ha pensato bene di scherzare.

Ai lavoratori lasciamo le dovute considerazioni.

Agli altri, il megafono dell’Amministrazione.

Altro che buon accordo.

Più che soddisfazione, resta l’amarezza.

Ecco come viene svilito il lavoro a distanza al MEF.

E attenzione: non generalizziamo.

Ed è forse ancora peggio così.

Perché significa che bisogna essere “fortunati” nel trovare il dirigente disponibile e ragionevole, con inevitabili disparità di trattamento tra lavoratori, nonostante le FAQ.

FAQ che, ricordiamolo, sono state fortemente volute dalla UIL e che hanno contribuito almeno in parte a superare rigidità interpretative presenti in alcuni uffici.

Si può e si deve fare di più. E meglio.

Noi restiamo disponibili al confronto e a presentare ulteriori proposte migliorative.

Perché il lavoro agile non può trasformarsi nell’ennesimo sistema rigido e discrezionale.

Deve essere uno strumento vero di innovazione organizzativa e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Roma, 25 maggio 2026

                                                                    Il Coordinamento

Attachments:
File
 LAVORO A DISTANZA.pdf