Valutazioni del personale della Ragioneria dello Stato di Messina

Spett.li

questa Organizzazione Sindacale ha già avuto occasione di sottolineare la necessità di ripristinare un clima sereno presso la Ragioneria territoriale dello Stato di Messina, circostanza che, allo stato, non risulta essersi realizzata.

Le evidenze raccolte confermano purtroppo quanto già segnalato: persistono comportamenti e prassi che determinano un clima di intimidazione e stress cui viene esposta una parte del personale, con possibili connotazioni discriminatorie.

Si richiamano, in particolare, le ultime valutazioni attribuite con punteggi penalizzanti nei confronti di alcuni dipendenti che hanno esercitato legittimamente le proprie prerogative, con riferimento ai parametri di “accuratezza e affidabilità”, “adattamento e flessibilità”, incoerenti con lo standard lavorativo da sempre mantenuto dalle funzionarie interessate, valutazioni attribuite senza alcun preavviso o colloquio preliminare, in violazione della disciplina sulla valutazione della performance.

Ci si chiede se le motivazioni sottese siano connesse a scelte personali quali l’attenzione alla famiglia o la rinuncia allo svolgimento di lavoro straordinario, nel pieno rispetto dei diritti contrattualmente riconosciuti, o all’aver rappresentato più volte alla direzione le gravi criticità del servizio.

Le colleghe, nel respingere i giudizi oggetto di contestazione, hanno formalmente richiesto che venissero esplicitate in modo puntuale e documentato le motivazioni sottese alle valutazioni espresse. Ad oggi non risultano agli atti contestazioni formali né evidenze di mancato raggiungimento degli obiettivi.

Si segnala inoltre un clima di forte pressione interna, in cui taluni colleghi, pur avendo, precedentemente, dichiarato per iscritto di condividere le ragioni delle interessate, successivamente hanno assunto posizioni difformi in via informale, verosimilmente per timore di possibili ripercussioni. Particolarmente grave appare la frase rivolta alle colleghe secondo cui, con il loro atteggiamento, si sarebbero “bruciate la carriera”. Un’affermazione di tale tenore, pronunciata a fronte dell’aver rappresentato delle criticità organizzative che si ripercuotevano negativamente sull’efficienza dell’attività amministrativa, che hanno poi portato alla inevitabile richiesta di cambio di servizio e al necessario ricorso alla tutela sindacale, si configura come un messaggio intimidatorio incompatibile con i principi di imparzialità, correttezza e buon andamento dell’azione amministrativa.

Non possono essere altresì trascurati episodi di attacchi ingiustificati e offensivi rivolti ad un assistente da parte di una funzionaria che si autodefinisce "il Capo", definizione mai smentita dalla dirigente, senza che risultino adottati provvedimenti conseguenti.

Si evidenzia, infine, che un silenzio e un mancato intervento dei vertici in indirizzo rischierebbero di alimentare ulteriori tensioni e conflitti, aggravando un contesto già fortemente compromesso. L’assenza di un tempestivo confronto e di misure correttive può determinare una responsabilità diretta per il perdurare di tali condizioni organizzative.

È pertanto necessario che i vertici dell’Amministrazione prendano formale e chiara distanza dai comportamenti sopra descritti e adottino ogni iniziativa utile a ristabilire un clima di serenità, trasparenza e rispetto all’interno dell’ufficio, ribadendo che il rispetto reciproco, la tutela della dignità del personale e la libertà di esercizio dei diritti sindacali costituiscono principi imprescindibili dell’ordinamento.

In attesa di un cortese e sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.

Roma 25 febbraio 2026

Il Coordinatore Generale   Il Coordinatore Sostituto   Il Vice-Coordinatore   Il Responsabile Nazionale

   Andrea G. Bordini                Nicola Privitera           Pantalea Anzalone           Giuseppe Ruscio