FORMAZIONE AL MEF

Siamo alle solite: siamo solo a marzo e già è evidente come il fabbisogno formativo del MEF e la relativa offerta si siano ridotti, ancora una volta, a un mero adempimento burocratico finalizzato al raggiungimento delle 40 ore obbligatorie, ben lontano da un reale percorso di crescita professionale.

Manca una strategia complessiva: l’ufficio competente non svolge un’analisi dei fabbisogni credibile, non pianifica in modo organico e continua a proporre corsi spesso scollegati dalle mansioni, senza alcun confronto con il personale.

Non si è nemmeno lavorato per favorire la partecipazione a corsi interdipartimentali, limitando la possibilità di sviluppare competenze trasversali e di utilizzare piattaforme formative più efficaci già presenti all’interno del MEF, soprattutto se confrontate con il celebrato Syllabus.

Diventa quindi indispensabile un monitoraggio serio e una revisione complessiva che portino a una reale standardizzazione dell’offerta formativa a livello interdipartimentale.

Persistono inoltre le note criticità nella gestione dei corsi SNA, ancora caratterizzati da scarsa trasparenza nei criteri di selezione e da esclusioni immotivate che alimentano sfiducia e demotivazione.

Serve un cambio di rotta: la formazione deve tornare a essere uno strumento utile, coerente e trasparente, gestito con competenza e orientato ai bisogni reali dell’amministrazione e del personale. Non una formazione di facciata, ma un percorso capace di favorire sia l’acquisizione di nuove competenze (reskilling) sia l’aggiornamento di quelle esistenti per affrontare funzioni sempre più complesse (upskilling).

Roma, 25 febbraio 2026

                                Il Coordinamento

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