WELFARE E BUONI PASTO: IL PERSONALE NON È UNA PRIORITÀ

Il rimborso del welfare e la gestione dei buoni pasto hanno reso evidente una verità: il personale non rappresenta una priorità per questa Amministrazione.

Non si tratta di percezioni: i fatti e le tempistiche parlano da soli. Il momento di denunciare la situazione è adesso.

Al tavolo di confronto sul welfare ci eravamo lasciati con un impegno chiaro: anche con la nuova procedura, qualora fossero emerse criticità — trattandosi della prima applicazione — ci saremmo aggiornati tempestivamente per individuare soluzioni adeguate.

Così non è stato.

Nessuna informazione preventiva. Solo dopo nostre pressanti richieste sono state pubblicate le tabelle dei rimborsi. Oggi è chiaro il motivo per cui si è tardato tanto: i dati sono incompleti e la trasparenza è mancata.

Occorre ribadire un principio fondamentale: i fondi destinati alle Aree e quelli destinati alla Dirigenza sono separati, non comunicanti, e vincolati da percentuali minime garantite previste dalla normativa vigente. Non possono essere utilizzati diversamente né sottratti da un comparto per riversarli sull’altro. Questo è un fatto, non un’opinione.

Il malcontento nasce da un dato evidente: non tutto il personale delle Aree ha ricevuto un rimborso, mentre la Dirigenza sì.

Ci chiediamo:

  • Chi ha fatto le previsioni sulle percentuali di rimborso delle Aree?
  • Su quali basi?
  • Perché il problema non è stato rilevato e affrontato tempestivamente?

Bastava rimodulare correttamente le percentuali per garantire il minimo a tutti.

Una buona amministrazione investe nella riqualificazione verticale e orizzontale, nella formazione continua, nel lavoro agile reale, in valutazioni eque e in un welfare che funzioni per tutti.

Oggi, di tutto questo, non vediamo alcun segnale.

Serve un cambio di direzione. Serve rispetto per il personale. Serve una gestione che ponga al centro chi ogni giorno fa funzionare questa Amministrazione.

Roma, 23 febbraio 2026

                                Il Coordinamento