Come abbiamo sempre sostenuto, nel sindacato è meglio dire una brutta verità che raccontare una bella bugia.
Anche noi avremmo potuto cavalcare l’ingiustizia subita dai neoassunti idonei assistenti per il mancato differenziale, alimentando rabbia e illusioni facili.
Ma non lo abbiamo fatto.
Non ci siamo inventati ricorsi fantasma, non abbiamo costruito false speranze, né abbiamo ingannato chi si affidava a noi.
Un sindacato serio non mente ai lavoratori per tornaconto.
Oggi i nodi vengono al pettine: tutti i ricorsi sono stati persi.
E ora? Chi pagherà le condanne alle spese?
Le lettere per la restituzione dei differenziali già corrisposti sono pronte e stanno per partire.
La domanda resta: come si può proporre un ricorso senza alcuna base giuridica, sapendo perfettamente che non aveva possibilità di successo?
Non si dica che “non si sapeva”: le valutazioni degli avvocati erano chiare per tutti.
Nel frattempo, però, il tempo per raccogliere tessere, promesse e voti RSU c’è stato.
Ed è difficile ignorare questa coincidenza.
Il sindacato serio si riconosce dalle scelte responsabili, non dagli slogan facili né dalle scorciatoie che poi presentano il conto ai lavoratori.
Noi continuiamo la nostra azione dove serve davvero: nella pressione politica e istituzionale affinché si assumano responsabilità concrete, non nel giocare sulla pelle delle persone.
Perché una cosa deve essere chiara:
la serietà non è in vendita, e i lavoratori non si prendono in giro.
Mai.
Roma, 27 novembre 2025
Il Coordinamento

