È fantastico girare per i corridoi e sentire alcuni colleghi delle altre OO.SS. che, fino a ieri, si vantavano di aver “migliorato la policy sul lavoro agile”, dire oggi che “hanno solo firmato l’accordo sulle giornate, non sulla bozza che regola la policy”.
Ma davvero lo stanno dicendo?
Cioè, davvero sostengono di non aver discusso il documento in cui è scritto, nero su bianco, che “almeno la metà dei rientri deve essere fatta in presenza”?
Mentono sapendo di mentire.
Hanno ricevuto e inviato le bozze — le stesse che anche noi avevamo intercettato — e che abbiamo denunciato pubblicamente con il volantino del 22 settembre 2025 (https://mef.uilpa.it/attachments/article/2083/lavoro%20agile.pdf), segnalando la pericolosità di quelle previsioni.
Forse l’hanno lette con la stessa attenzione con cui, nella loro versione della favola, Pinocchio seguiva Lucignolo nella balena…
Si direbbe che abbiano avuto un libro ed una bozza sbagliata.
Eppure, questa volta non si tratta di distrazione: mentono sapendo di mentire.
Anzi, ci sembra di aver letto da parte loro dichiarazioni trionfali: “tutto va bene” .
Curioso: è la stessa frase usata dall’Amministrazione.
Facciamo finta di essere stupidì e di berci questa favoletta che raccontano e proponiamo una soluzione semplice:
visto che oggi la bozza è ormai nota a tutti, sarà sufficiente non firmare l’accordo finale al rientro dagli organi di controllo e chiedere la modifica della policy di regolamentazione.
Riflettete, cari colleghi:
dopo il danno… anche la favoletta (beffa) sbagliata.
I lavoratori meritano rispetto.
E chiediamo anche a voi, lavoratrici e lavoratori, di pretendere rispetto e distinguere con chiarezza chi fa sindacato da chi, invece, beffeggia i vostri diritti.
Roma 17 novembre 2025
Il Coordinamento

