NON CI PIEGHIAMO, COSTRUIAMO

 

Sul CCNL 2022/2024 abbiamo detto di tutto — e lo confermiamo:

è stato il peggior contratto di sempre.

Un contratto che non avremmo mai sottoscritto senza prima lottare per i lavoratori.

Purtroppo, la maggioranza dei firmatari che lo ha reso valido si è piegata al volere del padrone, accettando condizioni indegne e rinunciando a difendere chi rappresenta.

Ricordiamo che i danni di questo contratto non derivano dalla nostra firma di tre giorni fa, ma da quella del 27 gennaio scorso, quando è stato definitivamente approvato.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti:

- quattro spicci di aumento;

- ferie programmate fino a otto mesi;

- valorizzazione del lavoro pubblico ai minimi storici.

Il contratto più povero d’Italia.

VERGOGNATEVI.

Ora qualcuno si chiede: che danni ha prodotto la nostra firma in più?

La risposta è semplice: nessuno.

Anzi, con la nostra sottoscrizione abbiamo riportato serietà e rappresentanza vera al tavolo, costringendo la controparte a riconoscere le nostre richieste che abbiamo già spiegato abbondantemente nei precedenti comunicati anche con i disegnini per qualcuno che non li aveva capiti bene.

E lo riconosce anche chi non appartiene alla UILPA:

come ha dichiarato Marinelli, Segretario Generale Aggiunto CISL FP, nel comunicato del 4 novembre pubblicato sul loro sito:

“Siamo davvero felici che un sindacato importante come la UILPA abbia sottoscritto stamane il contratto del comparto delle funzioni centrali 2022-2024…”

Un riconoscimento che conferma ciò che diciamo da sempre:

la UILPA è un sindacato serio, coerente e credibile.

E per questo, oggi, la controparte aveva bisogno di noi come interlocutore vero.

Ora la nostra priorità è recuperare i danni prodotti da chi ha svenduto i lavoratori, anche al MEF, approfittando della nostra assenza.

Ci provano a screditarci, ma chi non ha argomenti finisce per usare parole vuote e sterili, facilmente smentibili dai fatti.

E ogni volta che li leggiamo, ci viene in mente una sola frase:

“A volte è meglio restare in silenzio e sembrare stupidi, che aprire bocca e togliere ogni dubbio.”

Crediamo che sia sufficiente così.

Su questo argomento non torneremo oltre:

abbiamo altro da fare, per i lavoratori.

I lavoratori si aspettano progressioni di carriera, formazione, risorse economiche e rispetto.

Ed è solo di questo che continueremo a occuparci.

Roma 7 novembre 2025

                                       Il Coordinamento