SMART WORKING MEF: LE BUGIE DI UNSA E CISL

 

I comunicati di UNSA e CISL sulla nuova policy MEF contengono gravi falsità e omissioni. Ecco cosa dicono… e cosa c’è davvero scritto nella policy ufficiale (prot. 69135 del 19/05/2023).

❌ FALSITÀ UNSA

“Cancellato il criterio di prevalenza in presenza”

📌 FALSO: La policy ribadisce che la prestazione in presenza deve essere prevalente per ogni dipendente (Art. 3.4).

“Minimo garantito per tutti (che prima non c’era)”

📌 FALSO: Già nel 2023 erano garantiti 6 giorni mensili. La nuova policy non aumenta questa soglia.

“La policy apre all’elasticità”

📌 FUORVIANTE: La policy introduce più vincoli, accordi individuali e discrezionalità dirigenziale. Altro che flessibilità.

“Serve la firma al CCNL per contrattualizzare lo smart working”

📌 FALSO: Lo smart working era già regolato dal CCNL 2019–2021 e dalla policy MEF 2023.

❌ FALSITÀ CISL

“Confermata la dicitura ‘sei giorni e fino a otto’ come nel 2023”

📌 FALSO: La policy 2023 garantiva 8 giorni. Ora sono solo 6 garantiti, gli altri a discrezione del dirigente.

“Fascia di contattabilità: massimo 5 ore”

📌 FALSO: La policy indica 4 ore come regola generale (Art. 6.2.a). La CISL aumenta il limite.

“Otto o dieci giorni per categorie fragili (non più ‘fino a’)”

📌 FALSO: La policy dice “fino a…” e subordina l’estensione alla compatibilità organizzativa. Non è automatica.

“Coworking fino a 7 giorni, anche oltre”

📌 FUORVIANTE: L’estensione oltre i 7 giorni non è garantita, ma subordinata a valutazioni tecniche e logistiche.

⚠️ BASTA PROPAGANDA

UNSA e CISL:

Manipolano il contenuto della policy

Attribuiscono conquiste inesistenti

Confondono i lavoratori con slogan e retorica

✊ I LAVORATORI MERITANO VERITÀ

📌 Leggi la policy.

📌 Pretendi chiarezza.

📌 Difendi i tuoi diritti.

Basta bugie. Serve rispetto. Serve trasparenza.

Roma 6 novembre 2025

                                       Il Coordinamento