Abbiamo letto un volantino che a nostro avviso sembra surreale, a cui possiamo solo rispondere:
che Noi non abbiamo MAI svenduto i lavoratori.
Sarebbe interessante proporre a loro la stessa domanda… e non vogliamo neanche sapere la risposta.
Forse a qualcuno sfugge, ma il CCNL che loro hanno firmato ieri — e che forse non hanno ancora letto con la dovuta attenzione — ha già prodotto i suoi “disastri”.
E, francamente, ormai ha ben poco ancora da rovinare.
Le nostre motivazioni erano scritte in modo chiaro… almeno a noi sembrava così.
Se non le hanno capite, possiamo sempre organizzarci con i disegnini.
Oppure chiedere a qualcuno di spiegargliele con calma, magari usando parole semplici.
Visto che non conoscono neanche le favole…
perché diciamocelo Pinocchio: non ha mai seguito Lucignolo dentro la balena!
Sono gli stessi che hanno sottoscritto l’accordo del lavoro a distanza e vissero policy e contenti.
Detto questo, è bene sottolineare una cosa importante:
con la firma, la UIL rientra al tavolo nazionale del MEF.
E questo significa una cosa sola — torna la voce vera dei lavoratori.
Vale anche la pena ricordare che la UIL al MEF da 13 anni vince le RSU ed è il primo sindacato.
Dunque, qualcuno ci spieghi cosa c’entra la favoletta della “campagna del CCNL non firmato”.
Purtroppo per loro, i lavoratori continuano a darci fiducia, e non per caso: lo fanno per credibilità, coerenza e risultati.
Chi invece ha bisogno di giustificarsi con fiabe, metafore da oratorio e slogan riciclati, lo faccia pure.
Noi preferiamo continuare a lavorare — in silenzio, ma con i fatti.
Per il resto, siamo dei signori.
Non serve sprecare altre parole per commentare chi vive di polemiche e memoria corta.
Ah, e già che ci siamo, a proposito di “strappare le tessere” …
Forse si riferiscono a quelle che si fanno a raffica tra novembre e gennaio, giusto per gonfiare la rappresentatività — rimborsando pure il costo?
I fatti parlano da soli.
E continuano a parlare chiaro.
Roma 5 novembre 2025
Il Coordinamento

