Strano a dirsi… ma solo fino a un certo punto.
Terminate le elezioni per il rinnovo delle RSU, è calato il silenzio. Un silenzio tombale.
Come avevamo ampiamente previsto, una volta spente le luci della campagna elettorale, molti sono semplicemente svaniti come fantasmi!
Slogan, promesse e sorrisi di circostanza: tutto è miseramente sfumato.
E adesso?
Nessun segnale.
Nessun comunicato.
Nessuna presa di posizione su temi reali.
Chi si è riempito la bocca di "rappresentanza" ora resta in silenzio. Ma per i lavoratori i problemi reali non scompaiono dopo il voto. E mentre qualcuno scompare… Noi siamo ancora qua: coerenti, presenti, affidabili.
Una sigla, prima ancora dei dati ufficiali — peraltro parziali — proclamava con facile entusiasmo “SIAMO I PRIMI su Roma!”. Peccato che poi siano stati subito smentiti dai numeri.
E gli altri? In silenzio, forse troppo impegnati a leccarsi le ferite dopo i risultati poco esaltanti ottenuti alle elezioni delle RSU.
Ma si ricordano almeno che siamo ancora in attesa:
- dell’accordo sull’ex 20% del FRD 2023;
- dell’accordo delle risorse del FRD 2024;
- del CUT del 2023 e ora anche del 2024
- della pubblicazione delle graduatorie definitive delle PEO per il 2024
- dell’accordo per poter stilare le nuove PEO per il 2025
- emanazione bando per le stabilizzazioni
I temi da affrontare sarebbero numerosi, ma l’impressione è che l’unica vera priorità, per qualcuno, fosse introdurre l’orario "targato UIL". Da osteggiare apparentemente con l’unico scopo di penalizzare chi non ha sottoscritto il CCNL 2022-2024.
E le altre sigle, semplicemente, non sono pervenute.
Siamo al paradosso più totale: veniamo esclusi dalla convocazione, nonostante siamo firmatari del CCNI e quindi pienamente legittimati a partecipare. Il motivo? Non abbiamo firmato il CCNL. Una motivazione pretestuosa e strumentale, che calpesta ogni principio di rappresentanza. E la beffa si completa quando chi invece viene convocato… non si presenta nemmeno. Una scena grottesca che evidenzia il vuoto di credibilità e coerenza dei firmatari.
Solo slogan, passerelle, cuoricini e selfie.
Nel frattempo, l’Amministrazione continua a confrontarsi con chi è davvero rappresentativo: Ossia con il primo sindacato!
E quelli che si vantavano di aver firmato un “contratto straordinario”?
Nemmeno si prendono la briga di vigilare sulla sua concreta applicazione.
Roma, 24 giugno 2025
Il Coordinamento

