Abbiamo appurato che il lavoro agile aumenta la produttività e migliora la conciliazione vita-lavoro.
Purtroppo, però, in realtà, continua a dipendere dalla discrezionalità dei dirigenti.
Ancora oggi vediamo:
- Divieti assurdi: come il non poter attaccare ferie al lavoro agile.
- Riduzione arbitraria delle giornate richieste: in base alle ferie fruite nel mese.
- impossibilità di svolgere lo Smart Working il giorno di rientro obbligatorio o in modo alternato.
- impossibilità di avere il numero massimo di giornate in lavoro agile senza nessuna giustificazione.
- Negazione della flessibilità: impedendo di spostare il giorno di lavoro agile.
Chi ne paga il prezzo? In particolare, le lavoratrici madri, i lavoratori con specifiche esigenze familiari, chi è malato ma lavora comunque per evitare la trattenuta. Quante donne hanno rinunciato al part-time per non perdere produttività? Quanti genitori hanno lavorato con il figlio malato accanto?
E poi c’è il tema del coworking, che viene limitato o negato, anche per i neoassunti (voluto dalle organizzazioni sedute al tavolo CISL, FLP, UNSA e INTESA), anziché potenziato. Per esempio, si poteva già aprire ai neoassunti almeno per le sedi che avevano già dei posti liberi o che, nel frattempo, si sono liberati (e non sono pochi!).
La soluzione? Maggiore flessibilità, perché è stato dimostrato che si lavora meglio e molto di più, e solo così il MEF potrà essere un’amministrazione moderna e attrattiva.
La UIL accetta questa sfida e lotta per questi cambiamenti ogni giorno al fianco dei lavoratori. Se condividi la nostra battaglia, alle prossime elezioni RSU vota UIL per un vero cambiamento!
Roma, 9 aprile 2025
Il Coordinamento
