Il sistema di valutazione al MEF è oramai diventato uno strumento di controllo e di punizione invece che un mezzo per riconoscere il merito dei lavoratori.
Lo dimostra il fatto che molti dirigenti minacciano di abbassarne il punteggio, addirittura per iscritto via mail.
L’obbligo di formazione di 40 ore e il decreto del "merito" vengono visti come ulteriori elementi di pressione, che non sembrano portare alla crescita professionale dei dipendenti. È un altro esempio di come gli obiettivi dirigenziali pesino sui lavoratori senza un reale beneficio per la professionalità degli stessi. Si introduce addirittura un’ulteriore selezione che divide i lavoratori in una ristretta élite del 30% e tutti gli altri, creando un ambiente ancora più competitivo e ingiusto.
Fino a oggi, la UIL ha limitato i danni sugli effetti economici di questo sistema, proteggendo i pagamenti accessori e le progressioni economiche. Ma con le attuali politiche adottate, forti anche della maggioranza costituitasi con la firma del CCNL 2022/2024, il ministro della Funzione Pubblica sta portando avanti dei modelli che rischiano di penalizzare la maggioranza dei lavoratori.
Se i lavoratori vogliono fermare questo scempio, devono scegliere una rappresentanza sindacale che abbia il coraggio di opporsi e difendere chi ogni giorno porta avanti la macchina pubblica. Alle prossime elezioni RSU, la scelta è chiara: vota UIL, l’unico sindacato che ha sempre lottato al tuo fianco.
Roma, 27 marzo 2025
Il Coordinamento

