LA GIUSTIZIA TRIBUTARIA E LA RIFORMA

Parliamo della Legge di riforma che risale al 2022 “un’era geologica fa”. Il MEF ha creato un nuovo Dipartimento assumendo 35 Dirigenti per le Corti di Giustizia Tributaria.

Lo ribadiamo per l’ennesima volta, “decapitando” tutti i Direttori che hanno retto le Corti per trent’anni (con retribuzioni assolutamente non paragonabile a quelle dei Dirigenti).

Queste scelte ricadono sulla pelle dei lavoratori, la UIL non può tacere!!

Da tempo chiediamo certezza e chiarimenti per gli ex direttori non solo in termini lavorativi ma anche economici.

Per noi chiamarli semplicemente responsabili è un’offesa perché hanno gestito sedi con responsabilità manageriali.

Qualche OO.SS. si limita a sostenere faranno quello che facevano prima e prenderanno gli stessi soldi.

Se questo è il compito di chi deve tutelare il personale, forse c’è qualcosa che non funziona.

Ma detto questo perché non scrivere prima chi fa cosa, quanto si può delegare e quanto viene remunerato chi svolge la funzione? Uno deve essere libero di avere certezze e liberamente accettare o meno.

Oggi cosa sta succedendo? (non parliamo di tutti logicamente) che oggi alcuni Dirigenti delle Corti si “svuotano” delle loro competenze e lavoro scaricandolo sugli ex Direttori “con delega di firma e di funzioni”.

Allora a cosa è servita la riforma? Non ci va di pensar male però di fatto e la logica non può che arrivare al risultato finale.

In sostanza i Responsabili di Sede, ex Direttori che non sono più Direttori, hanno gli stessi compiti del passato senza conoscere il compenso per il lavoro prestato!!

E se questo non fosse sufficiente. Nelle Corti sprovviste della figura dell’ex Direttore, il Capo Dipartimento ha nominato i Responsabili di Sede su proposta del Dirigente una figura sulla base di non meglio identificate qualità, senza selezione e senza interpello interno all’ufficio.

Forse era molto meglio restare legati al passato e se necessario creare solo il dipartimento per una gestione diretta.

Questa applicazione della riforma così come applicata lascia molte perplessità ed amaro in bocca.

Roma, 26 marzo 2025

                                                         Il Coordinamento