La Stagione degli ombrelloni

Sembra proprio che una direzione, ispirata dalle tecniche sofisticate delle spiagge, stia cercando di introdurre un sistema di "prenotazioni giornaliere" per postazioni di lavoro, come se dovessimo scegliere il nostro posto sotto l'ombrellone invece di organizzare l'attività lavorativa in modo razionale. Un'idea vorrebbe apparire innovativa, se non fosse che, come ogni novità, porta con sé un'infinità di problemi che, invece di risolvere, complicano solo la vita dei lavoratori e la gestione lavorativa.

Innanzitutto, la necessità di prenotare anticipatamente crea una situazione da "gioco dell'oca" in cui i dipendenti devono pianificare ogni singolo movimento, cercando di essere nel posto giusto al momento giusto, ma senza la garanzia di trovare uno spazio idoneo. Siamo sicuri che questo migliorerà la produttività? O forse stiamo solo creando un ambiente di lavoro instabile e precario, dove l'incertezza regna sovrana e ogni giorno è una scommessa?

Una delle questioni a nostro avviso non preso in considerazione è la questione della riservatezza. Trasportare pratiche e documenti da una stanza all'altra non è solo un'inutile perdita di tempo, ma è anche un colossale errore dal punto di vista della privacy. Quando si lavora con informazioni sensibili, la sicurezza dovrebbe essere la priorità. Ma evidentemente, nella mente dell’ideatore, è più importante farci correre come se stessimo scegliendo una cabina in spiaggia piuttosto che garantire un ambiente protetto per il nostro lavoro.

Ma non finisce qui: ci si domanda, poi, quale sarà la situazione igienica di ogni postazione. Ogni giorno, un nuovo spazio, ma chi ci stava prima di me? Qual è il suo livello di cura e igiene? Questa pratica non solo espone i dipendenti al rischio di lavorare in ambienti poco puliti, ma lascia anche aperta la domanda: quali precauzioni verranno prese per garantire che ogni postazione sia sanificata adeguatamente prima dell'arrivo del nuovo occupante? Di certo non stiamo parlando di una "piscina" di pulizia, ma di una situazione che potrebbe rivelarsi ben più insidiosa di quanto si pensi. E, tra un colpo di tosse e l'altro, rischiamo davvero di dimenticarci che, oltre alla produttività, ci sono anche salute e sicurezza da tenere in considerazione.

Un altro punto che non possiamo non sottolineare è la "sorpresa" quotidiana che ci attende ogni mattina: con chi lavoreremo oggi? Sarà il collega con cui ci troviamo bene, o il collega che lascia sempre la fotocopiatrice in disordine e la tastiera ricoperta di briciole? Un'ulteriore incognita che aggiunge stress a una giornata già di per sé impegnativa, senza contare che, in un contesto di lavoro così precario, questa "roulette" dei compagni di scrivania non fa altro che aumentare l'incertezza e la frustrazione

In sintesi, l’idea di prenotare le postazioni di lavoro come se fossero ombrelloni stagionali è una mossa davvero fuori luogo. Ci chiediamo se qualcuno abbia realmente pensato alle conseguenze di questo sistema, oppure se ci stiamo semplicemente preparando ad affrontare una "stagione lavorativa" all’insegna del caos.

Roma, 20 marzo 2025

                                     

                                                                  Il Coordinamento