Richiesta informazioni e documentazione in relazione allo spostamento della Direzione dei Servizi del Tesoro.

Pregiatissimi Signori,

il 23 giugno u.s., si è tenuta la riunione in merito alla nuova ubicazione prospettata attualmente per la Direzione dei Servizi del Tesoro, presso l’attuale sede dell’IGICS in via Atanasio Soldati a La Rustica. Evidenziamo, come già in passato, che tale sede si trova in una zona di Roma particolarmente disagiata logisticamente e raggiungibile essenzialmente con mezzi propri, (salvo un collegamento con un treno locale urbano che sosta in una stazione desolata e senza alcun tipo di controllo). Non a caso alcuni collegamenti verso tale sede da via XX Settembre si fanno con servizi navetta che già la dicono lunga sulla facilità di collegamento della stessa. Da sempre è risaputo essere sede disagevole logisticamente anche per altri motivi. Aggiungiamo inoltre che anche lo stesso tragitto dai parcheggi annessi alla struttura verso gli uffici della sede, risulta tortuoso in quanto comporta l’attraversamento di una strada a scorrimento veloce sprovvista di alcun sottopasso. Ricordiamo che l'ufficio interessato all'eventuale spostamento di sede, utenza e personale, svolge un servizio amministrativo operativo essenziale, coinvolto nel processo di erogazione di prestazioni all'utenza esterna a volte affetti da invalidità.

Pertanto la dislocazione da via Casilina verso La Rustica renderebbe più gravoso il servizio erogato per il cittadino utente, allontanando per l’ennesima volta lo Stato dallo stesso; a ciò si aggiunga l’ulteriore danno logistico derivante per i lavoratori che da sempre si impegnano quotidianamente e con grande sacrificio al conseguimento degli obiettivi dettati dall'autorità politica con gli strumenti a loro disposizione. Non fu casuale, se si ritenne a suo tempo, di localizzare la sede di tale ufficio nevralgico in una zona centrale di Roma, raggiungibile facilmente dal personale e soprattutto da un’utenza da tutelare.

A nostro avviso, contrariamente da quanto argomentato nell’ultima riunione dal Capo Dipartimento a voce alta e petto in fuori (forse nel vano tentativo di intimorire) il solo risparmio prospettico ipotizzato (e da verificare e dimostrare con appropriate analisi dei costi e dei benefici) non può essere l’unico obiettivo che ci si deve prefissare: l’abbattimento dei soli costi non deve ledere il servizio dedicato al cittadino e il senso dello stato sociale. E ci rifiutiamo di credere che questa misura così drastica da adottate sia stato partorita dal Ministro che è tenuto a rispondere del proprio mandato parlamentare direttamente al popolo che lo ha eletto.

In ogni caso avendo raccolto le informative dell’Amministrazione e dopo un’attenta riflessione e disamina delle notizie forniteci, la scrivente O.S. ha maturato una forte quanto motivata contrarietà, associata a forti perplessità quali ad esempio:

  1. Reali motivazioni del mancato rinnovo contrattuale della attuale sede DST  in via Casilina 1 con la proprietà della Società Idea Fimitsgr

In particolare quanto esposto non ha chiarito le motivazioni in base alle quali l’Idea Fimitsgr ha promosso l’iniziativa di sfratto nei confronti del MEF.

Infatti desta perplessità il fatto che la richiamata “proprietà”, pur essendo stata prescelta ad esito di specifico avviso di selezione, ed essendo in fase di rilascio il prescritto parere di congruità, da parte dell’Agenzia del Demanio, si sia attivata promuovendo lo sfratto per finita locazione; sfratto che ha determinato da parte dell’Amministrazione la revoca, al Demanio, della richiesta di rilascio del citato parere di congruità.

La questione pare ancora più assurda in quanto risulterebbe, così come riferito, che è dal dicembre del 2009 che l’immobile di via Casilina era occupato in difetto di contratto. Pertanto sembra alquanto dubbio che al momento in cui “la proprietà” si stava attivando per la regolarizzazione e per effettuare i necessari lavori di adeguamento normativo la suddetta società tornasse sui suoi passi decidendo di sfrattare l’Amministrazione.

Come non appare sufficientemente credibile la motivazione esposta dall’Amministrazione che la società non abbia accettato lo sconto del 10%, dato che lo stesso è previsto in fase di rinnovo di contratti in essere e non nel caso di specie. Oltretutto, sembrerebbe che lo sfratto sia stato promosso senza conoscere l’importo locativo di congruità del Demanio, importo in base al quale la proprietà avrebbe potuto accettare o meno di locare l’immobile, (atteso che l’interessamento a locare all’Amministrazione, era stato chiaramente espresso con la partecipazione al citato avviso di selezione).

Di conseguenza per le suddette motivazioni si chiede di ricevere formale informativa, chiarimento e copia di documentazione sia relativa all’avviso di selezione che di eventuale corrispondenza, con la Soc.tà Idea Fimitsgr e l’Agenzia del Demanio, e dei rapporti intercorsi in merito.

-          Superficie che dovrebbe essere destinata alla DST presso il complesso di La Rustica.

Atteso che durante l’incontro sono state indicate le più svariate ed inattendibili metrature inerenti al fabbisogno degli uffici della DST (ad esempio a naso ci pare che 7.000 metri lineari di archivio non corrispondano a 3.000 mq) si chiede quindi di conoscere con contezza a quanto ammonterebbe la superficie destinata agli uffici e archivi della DST, e se la stessa superficie sia sviluppata senza una distribuzione di spazi in modo irregolare o su più piani e/o edifici.

-          Poca chiarezza sui rapporti tenuti con l’Agenzia del Demanio.

Chiediamo formalmente di avere copia di tutta la documentazione con la quale l’Amministrazione ha interessato l’Agenzia del Demanio al fine di ricercare la disponibilità di altri immobili più consoni per spazi e per motivi logistici atti ad ospitare la citata DST e con particolare riferimento alle superfici richieste. Anche a tale proposito sembrerebbe che l’Amministrazione sia incorsa in grossolani errori di valutazione che si sarebbero potuti evitare aprendo il dialogo con gli  attori interessati.

In attesa di ricevere la documentazione richiesta e una relazione esplicativa, a tutela del principio di trasparenza dell’azione amministrativa dovuta doverosamente all’utenza e ai lavoratori che si troverebbero a subire un disagio enorme, sperando che a Roma soffi ancora il vento ponentino e non il vento di trebisonda, si porgono distinti saluti.

Roma, 30 giugno 2016

Il Vice Coordinatore                                                                                                               Il Coordinatore Generale

Nicola PRIVITERA                                                                                                                   Andrea G. BORDINI

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