Comandi in:...grazie a chi?

Questa O.S. apprende incredibilmente come alcuni soggetti stiano divulgando notizie riguardanti colleghi, in servizio in posizione di comando nel nostro Dicastero, con contratto triennale in scadenza, che avrebbero chiesto, e quindi ottenuto dall’ Amministrazione, di provenienza, la necessaria autorizzazione a continuare a prestare servizio al MEF per un ulteriore anno.

Quindi si sta diffondendo l’avvenuta scoperta dell’acqua calda …dato che già in anni passati, nella nostra struttura, si è ricorso all'utilizzo di tale prassi di prorogare il tutto.

Il rinnovo dei comandi in questo caso citato, sarebbe quindi facilitato. Ma ciò che intendiamo portare all'attenzione é che tale prassi si applica solo per coloro che hanno ottenuto un preventivo parere favorevole. Quindi il problema continua a sussistere per chi, diversamente, non ricevendo tale parere favorevole, sarà richiamato inesorabilmente dalla propria Amministrazione.

Anche se ci allieta il risultato positivo raggiunto dai pochi fortunati colleghi, che hanno ottenuto la suddetta proroga di un anno, allo stesso tempo non possiamo non evidenziare come questo rimanga un mero “privilegio” consentito solamente a pochissime unità di personale comandato!

Possiamo capire che si possano vagliare e pesare esclusivamente i meri interessi personali, ma un’O.S., che si rispetti, dovrebbe avere l’obbligo di tutelare tutte le situazioni, in modo generale, che si possono presentare.

Non si può quindi cantar vittoria o rallegrarsi per qualcosa che è appannaggio di pochi e non di tutta la potenziale platea di beneficiari. Non si possono accantonare le situazioni di tutti gli altri, che ricordiamo, a chi suona le trombe, potranno essere tutelate solo ricorrendo allo strumento delle stabilizzazioni!

Inoltre, partendo dal presupposto che le Amministrazioni di appartenenza non hanno un obbligo giuridico di uniformarsi all’applicazione letteraria dall’art. 30 comma 2- sexies, del D.lgs. n. 165/2001 - anche in deroga al limite temporale dei tre anni e che pertanto hanno un certo margine di discrezionalità sul rinnovo o sul differimento della concessione della proroga - pur tuttavia, non si può non sottolineare che le difformità di trattamento tra personale, specie nello stesso ambito lavorativo, rende iniquo il processo di stabilizzazione dei colleghi in comando presso i vari Uffici appartenenti allo stesso Ministero, penalizzando in modo inequivocabile tutti coloro che appartengono ad Amministrazioni che invece desiderano riceverli nuovamente in organico.

Oltre a ciò, queste proroghe potrebbero rappresentare un pretesto per l’amministrazione ricevente di protrarre, oltre misura, la pubblicazione del bando di stabilizzazione, tanto auspicato, per il personale, tutto, in posizione di comando.

Infine, rimarchiamo che vogliamo essere propositivi e proiettati per la risoluzione definitiva della questione in modo che tutti i lavoratori possano ricevere un eguale trattamento, e oltretutto per evitare di rischiare di perdere personale, già formato e specializzato, a danno del servizio pubblico da erogare.

Roma, 4 ottobre 2019

                                               Il Coordinamento

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