AMAREZZA E SCONFORTO

C’è amarezza e sconforto nel leggere certi comunicati che confidano in una assenza di memoria da parte dei lavoratori: eppure sono passati solo pochi giorni dal brutto accordo sul FUA, che con saggezza non abbiamo firmato, e che ha scippato 700 euro pro capite ai lavoratori per retribuire indennità e posizioni organizzative che avrebbero dovuto essere a carico dell’Amministrazione.

C'è amarezza e sconforto quando qualche O.S. vuol far credere che l'Amministrazione possa cambiare le regole di rappresentatività all'accordo in modo autonomo e dittatoriale, ma anche se così fosse stato le OO.SS. potenzialmente firmatarie avrebbero dovuto pretendere la validità dell'accordo già nei mesi scorsi e non lo hanno fatto contrariamente a noi.

C'è amarezza e sconforto quando si vuol far credere che abbiamo ceduto e firmato al diktat (non c'è mai stato) dell'Amministrazione sul maggior consenso, quando eravamo noi a sostenere questa rappresentatività.

C'è amarezza e sconforto nel vedere che adesso sono state tutte le OO.SS. a fare pressioni affinché fosse presentata immediatamente e prima della sottoscrizione dell'accordo la modifica normativa per la distribuzione del Cut.

C'è amarezza e sconforto quando qualche O.S. pensa ancora una volta di prendere in giro i colleghi che rimangono esclusi dalle progressioni economiche promettendo un passaggio l'anno successivo.

C’è amarezza e sconforto nel trovarsi sempre soli ad affrontare una Amministrazione che forse confida da un lato nella totale assenza di coraggio da parte di alcune organizzazioni sindacali - certo non la nostra- e dall’altro punta a dividere per meglio galleggiare nel mare del non possumus (noi vorremmo unitarietà).

C’è amarezza e sconforto nel non riconoscere chi si batte non per fare qualche iscritto in più (che per carità di patria è buona cosa) ma soprattutto per la dignità dei lavoratori e lo fa da mane a sera, sapendo alle volte che nemmeno gli sarà riconosciuto perché se c’è un popolo, purtroppo, che non ha memoria questo è proprio il nostro. Siamo noi con i nostri vizi - guardare sempre e solo il nostro particolare - e non scommettere mai sulla possibilità di avere una forza che viene dalla nostra storia, dalle nostre idee e che potremmo portare a casa ottimi risultati se solo ne avessimo la consapevolezza.

Noi non ci pieghiamo al meno peggio, noi cerchiamo sempre l’interesse dei lavoratori anche se talvolta basta qualche comunicato furbesco per addossare responsabilità a chi invece fin da subito aveva detto come stavano le cose.

Noi siamo seri, possiamo anche sbagliare perché chi lavora commette errori ma da un po' di anni a questa parte al Mef siamo soprattutto scomodi perché non facciamo passare nulla che non sia trasparente, non tuteli i lavoratori tutti e non faccia crescere, attraverso il dibattito e la democrazia interna tra i colleghi.

Ringraziamo l'Amministrazione che solo dopo le nostre pressioni continue ha compreso quelle che erano le necessità vere dei lavoratori accogliendo le nostre richieste.

Detto ciò anche giovedì abbiamo portato a casa due importanti risultati che di questi tempi non sono poi scontati.

Diceva Cynthia Ozick: “Noi diamo spesso per scontate proprio le cose che più meritano la nostra gratitudine”.

Roma, 18 Settembre 2017

Il Responsabile CC.TT.                                   Il Coordinatore Generale

Massimo Zanetti                                             Andrea G. Bordini

       

                                                                                                         

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